PER LA NAZIONALE U16 UNA SPLENDIDA ESPERIENZA TEDESCA

8 Aprile 2018
PER LA NAZIONALE U16 UNA SPLENDIDA ESPERIENZA TEDESCA

Splendida esperienza quella vissuta dai ragazzi della Nazionale U16, volati a Sandhausen in Germania per le vacanze pasquali, ospiti delle famiglie dei quasi coetanei delle Wild Bees.
Ne parliamo con Michele Lanci, consigliere FSP e capo delegazione della spedizione e con coach Stefano Rossini.
«L'idea del gemellaggio nasce da un contatto avviato la scorsa estate da coach Daniele Zavatta - spiega Lanci - quando i ragazzi di Sandhausen passarono a Rimini una settimana per un camp. Nell'occasione il gruppo venne anche a visitare San Marino e così Michael Teuschel, che si occupa di questo tipo di eventi per la società tedesca, ha organizzato tutto. Appena arrivati abbiamo ricevuto un'accoglienza fantastica da parte delle famiglie di sandhausen, al punto che l'imbarazzo dei nostri è durato solo qualche ora. La lingua poi non ha rappresentato un problema; con l'inglese e un quel po' di italiano che qualche tedesco parla ci siamo ambientati subito. Uno dei nostri ragazzi ha commentato "ho imparato più inglese qui in pochi giorni che in dieci anni di scuola"».
Non avete solo giocato a basket...
«No, abbiamo visitato il castello della vicina Heidelberg e abbiamo assistito al Torneo Albert Schweizer a Mannheim per Nazionali U18: qui siamo stati accolti dal vice-presidente federale tedesco e dopo la partita dell'Italia abbiamo fatto una sfilata in campo, presentati dallo speaker. Dal punto di vista della socializzazione l'esperienza più significativa è stata però la grigliata del terzo giorno, perché ha permesso sia a noi che ai ragazzi di condividere un lungo momento di conoscenza e di scambio. Loro tengono molto al momento del pasto: da colazione a cena si resta a tavola a lungo per parlare e raccontarsi esperienze».
Pensate di rivedervi in futuro?
«Certamente sì, per loro i gemellaggi sono molto importanti e noi siamo tornati arricchiti da questa esperienza, le famiglie dei nostri ragazzi ci hanno dato riscontri estremamente positivi. Cercheremo di organizzare un nuovo incontro a San Marino l'estate prossima per contraccambiare la grande ospitalità dei nostri amici tedeschi. Siamo anche stati ricevuti dal vice-sindaco di Sandhausen che ci ha consegnato regali per noi e per la Federazione».
Cosa ha detto invece il campo?
«Ovviamente eravamo poco interessati al risultato - spiega coach Stefano Rossini -: innanzitutto dovevamo inserire due ragazzi, Chiari e Miriello, che non giocano nel nostro Settore Giovanile. Non c'è stato nessun tipo di problema, sembrava fossero con noi da anni, tanto si sono integrati velocemente. Da un punto di vista tattico mi interessava cominciare a mettere le basi di quelle che sono le mie idee per quello che riguarda il gioco d'attacco: i due test amichevoli sono andati bene, ho visto i ragazzi vogliosi, determinati e concentrati, pronti a mettere in pratica quanto veniva chiesto loro, anche se provavamo cose nuove a gara in corso. Ribadisco che questo non è il gruppo definitivo, dal momento che, prima di scegliere i convocati per l'Europeo, verranno aggiunti altri giocatori, ma questa esperienza ha comunque fornito qualche buona indicazione».
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